L’isola semisconosciuta di Milos

L'isola di Milos in Grecia

Gli abitanti di Milos erano più interessati a guadagnare con le miniere che con le seconde case, e di conseguenza l’isola di Milos ha resistito all’arrivo dei turisti anche perché non è esattamente comoda da raggiungere, almeno non per i canoni di coloro che amano affollarsi a Santorini o Mykonos.

L’aeroporto c’è ma è piccolo e la pista è corta. Inoltre, se tira vento, non si parte e non si atterra. In alternativa, mare permettendo, si può prendere l’aliscafo che in circa tre ore copre la tratta dal porto del Pireo ad Adamas. Ultima possibilità il traghetto-bus di cui tutto l’anno si servono gli isolani: da Atene otto ore di navigazione notturna con tappe in ogni isola che si incontra sul cammino, insomma un viaggio da vero travel blogger come un Inguaribile Viaggiatore

Ma una volta arrivati la relativa fatica è ripagata, bastano due accorgimenti.

Uno: affittare una Panda bianca (pare non affittino altro, e del resto, non essendoci nessuno da cui farsi vedere, perché mai prendere una cabriolèt?), ideale per girare nelle stradine strette e saltellare senza troppi rimorsi per la carrozzeria sulle sterrate che conducono alle spiagge migliori.

Due: seguire alla lettera l’avvertenza che ripetono tutti i locali quando devono consigliare una spiaggia per la giornata: “Se il vento viene da nord, vai a sud. Se viene da sud, vai a nord“. Dopo è solo l’imbarazzo della scelta.

Nella zona nord, si deve fare tappa a Sarakiniko, una delle spiagge più particolari dell’isola: sabbie bianche e compatte che sembrano incise nel gesso; grotte, faraglioni e cavità costruite dal lavoro del vento e del mare. Poco distante, Papafrangas: piccole insenature che sembrano piscine orlate da rocce bianche che lasciano solo una piccola apertura verso il mare.

Oppure la spiaggia tranquilla di Firopotamos, l’unica con un poco d’ombra e un bar per dissetarsi.

Ancora oltre si arriva a Pollonia, da cui parte il vecchio traghetto che copre il miglio di mare che la separa da Kimolos, gemella minore di Milos e se possibile ancora più remota e solitaria. Sempre a Pollonia vale la pena prendere una barca a noleggio e fare il giro dell’isoletta disabitata di Poliegos, dove un piccolo faro e una modesta insenatura con una capanna sono le uniche testimonianze umane.

Il resto è roccia su cui nidificano centinaia di uccelli e mare, tra le cui onde trova rifugio una delle ultime colonie di foche monache del Mediterraneo. E Pollonia è anche uno dei villaggi relativamente più turistici dell’isola, con una baia riparata, una serie di ristoranti lungo il molo e l’unico hotel quattro stelle.

Quando sul versante nord soffia il vento si può allora optare per le spiagge a sud.

Tra tutte, Provatas è la più comoda e relativamente attrezzata. Ma chi vuole spingersi oltre, può seguire le sterrate e arrivare a Firiplaka che con le sue sabbie dorate sembra una idilliaca Polinesia senza palme, oppure a Tsigrado, dove si arriva solo calandosi con una corda e si risale a forza di braccia. Mentre serve un’imbarcazione per arrivare tra i faraglioni di Kleftiko, baia di pirati isolata da tutto.

Chi invece non può far a meno di un minimo di civiltà può fermarsi alla piccola spiaggetta termale vicino all’aeroporto, oppure salire a Trypiti (dove si possono visitare i mulini, alcuni riadattati a case per le vacanze) e di qui scendere a Klima. Si tratta di un villaggio di case colorate dove un tempo i pescatori mettevano al riparo le barche. In inverno il mare entra letteralmente in casa. In estate le onde bagnano i piedi degli anziani seduti a parlare tra loro e a tener banco con chiunque passi davanti.

Grossomodo la stessa cosa che fanno sulla piazza di Plaka, il capoluogo amministrativo dell’isola e il centro più grande, con un castello e una chiesa affacciati sul mare da cui guardare un tramonto senza che per forza qualcuno alzi la musica e faccia finta di essere a Santorini o, peggio, a Ibiza.

Qui intorno si trova anche quel minimo sindacale di resti dell’età antica: un teatro vista mare che ogni tanto viene ancora sfruttato, un museo archeologico e, soprattutto, delle stupefacenti catacombe di epoca cristiana, che risalgono al I secolo.

Per il resto Milos va scoperta senza fretta, godendo del lusso anacronistico e fuorimoda di potersi trovare dispersi in mezzo al nulla, con una giornata di sole davanti e un palcoscenico immenso intorno.

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